La Chiesa di San Vittorino: la Chiesa sommersa che sprofonda nell'acqua
La chiesa di San Vittorino non assomiglia a nessun posto. È un posto unico nel suo genere, che spunta quasi per caso, in mezzo alla campagna.
Puoi chiamarla come vuoi: chiesa sommersa, chiesa che sprofonda o chiesa nell'acqua. Sicuramente, appellativo a parte, quello che troverai davanti a te, nel cuore della Piana di San Vittorino lungo la Via Salaria, è quel che resta di un edificio religioso del Trecento che ha iniziato ad essere inghiottito dal terreno. La chiesa di San Vittorino è in parte inondata da una sorgente sotterranea, che tuttora sgorga dal sottosuolo e fuoriesce dal portale principale come un piccolo fiume.
Non è un set cinematografico, non è un'installazione artistica: è reale, accessibile con le dovute cautele ed è forse una delle mete più sorprendenti del Lazio.
Un posto dove la storia, la natura e il mistero si mescolano insieme nell'acqua.

Cos’è la chiesa di San Vittorino e perché sprofonda
La chiesa di San Vittorino è un sito religioso, attualmente in stato di abbandono e quasi totalmente diroccato. È nota come la chiesa che sprofonda in quanto, a partire dal 1800, il terreno su cui è costruita inizia a cedere, a causa di fenomeni carsici, permettendo a una sorgente sotterranea di emergere direttamente dal pavimento.
Il processo di sprofondamento è stato aggravato anche dagli eventi sismici del territorio e ad oggi l'interno della struttura, appare sommerso dall'acqua, il tetto non esiste e la chiesa continua lentamente ad essere inghiottita dal terreno.

Dove si trova la Chiesa di San Vittorino
La chiesa di San Vittorino si trova nella frazione San Vittorino nel comune di Cittaducale, in provincia di Rieti, nel Lazio. Precisamente è situata al chilometro 88,100 della Via Salaria.
Cerchi un alloggio?
Consulta qui le strutture disponibili a Rieti e dintorni.

Come raggiungerla a piedi: il piccolo sentiero
La chiesa non si raggiunge direttamente in auto: si parcheggia lungo la strada e si fa un breve tratto a piedi.
Ti troverai difronte ad un cartellone informativo da dove dovrai imboccare un breve viottolo, che attraversa la vegetazione. Sarà un minuto o due, niente di più, ma proprio perché è un luogo abbandonato, nessuno taglia l’erba, quindi fai attenzione ai rovi. Una volta arrivato dove sorge la chiesa, ti ritroverai di fronte alla sua facciata monumentale. Non è un sentiero segnalato ufficialmente, ma è facile da trovare: segui il rumore dell'acqua.
Non occorre essere escursionisti, è una passeggiata breve, ma presta sempre la massima attenzione.
Tieni presente che quando siamo stati, non c’era nessun divieto, nessuna transenna e nessuna recinzione, qualora ne trovassi, ovviamente non sarà più possibile accedere.

La storia: dalle ninfe pagane al martirio di un santo
Prima di essere una chiesa, questo luogo era già sacro, molto prima.
Nell'antichità questo era un territorio considerato dai Pelasgi e dai Sabini un accesso agli inferi, un punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Qui si compivano sacrifici e la terra era venerata. I Romani anche ebbero un ruolo importante, difatti prima della chiesa qui sorgeva un tempio dedicato alle ninfe dell'acqua, ritenuto importante per le sue proprietà sacrali.
Poi arrivò la storia di un martire.
Nel 96 d.C., in questo stesso luogo, subì il martirio San Vittorino di Amiterno e in sua memoria venne edificata una piccola cripta. Secoli dopo, tra il Trecento e il Quattrocento, fu costruita la prima vera chiesa. Ma il sito che puoi vedere ancora oggi, o meglio, quello che ne rimane, risale ai lavori di ampliamento voluti dal vescovo Pietro Paolo Quintavalle e completati nel 1613, come testimonia un'iscrizione ancora leggibile sulla facciata.

Divenne in breve tempo una delle chiese più importanti di Cittaducale. Poi, nell'Ottocento, la terra comincia a cedere.

Il cinema e la chiesa: Tarkovskij scelse questo posto
Un regista di genio riconosce subito il luogo ideale per girare le sue scene.
Nel 1983, Andrej Tarkovskij scelse proprio la chiesa di San Vittorino per girare uno dei ciak più memorabili del suo capolavoro "Nostalghia".
Una scena onirica, malinconica e potentissima. Esattamente come il luogo che l'ha ospitata.

Cosa vedere: cosa trovi oggi all'interno
Immagina di avvicinarti alla chiesa e di intravedere dalla vegetazione qualcosa di strano: una facciata monumentale che si erge imponente quasi a livello del suolo.
Poi arrivi al portale d'ingresso e dall'interno della chiesa fuoriesce un torrente che scorre verso la campagna.
Se entri, ti aspettano delle passerelle (messe alla buona) che ti permettono di camminare sopra l'acqua, ma il nostro consiglio è di non fidarti, essendo sorgenti, è facile restare con i piedi nell’acqua. Le pareti sono coperte di umidità, muschio e radici che si fanno strada tra le pietre. Guardando in alto, vedi il cielo dove un tempo c'era il tetto.
Delle opere d'arte che arricchivano la chiesa rimane poco: il bassorilievo dell'Annunciazione e la fonte battesimale attualmente conservati nella cattedrale di Cittaducale e un affresco custodito al Museo Diocesano di Rieti.

Cosa sapere prima di visitarla: consigli pratici
Vuoi andarci? Ok, però ci sono alcune cose che devi sapere per vivere questa visita nel modo giusto.
La chiesa (al momento) è visitabile liberamente, ma ricorda che non è un sito attrezzato. Non ci sono biglietterie, guide, orari. Sei tu e il luogo, punto. È parte del suo fascino, ma questo richiede qualche attenzione in più in quanto, come detto, è un edificio diroccato e non messo in sicurezza.
Occhio all'acqua, le passerelle permettono di entrare, ma il terreno attorno è umido e scivoloso. Indossa scarpe con una buona suola, evita sandali o scarpe lisce. Se piove molto, l'accesso potrebbe essere difficoltoso.
Non è un posto per bambini piccoli o per chi ha difficoltà motorie, a meno che non si rimanga all'esterno ad ammirare la facciata. Ognuno fa le sue scelte, ma se dovessimo consigliarlo a tutti, beh non ce la sentiamo ecco.

Il momento migliore per visitarla è la primavera, quando la vegetazione che circonda la piana è verde e rigogliosa. L'autunno anche regala un'atmosfera spettrale, le nebbie mattutine si alzano dal terreno e avvolgono le mura in modo quasi soprannaturale. Per i fotografi, è il periodo d'oro.

Dove parcheggiare
Non esiste un parcheggio ufficiale. Lungo la Via Salaria, nei pressi del km 88,100 c’è una piccola area laterale dove poter accostare l'auto. Non aspettarti un parcheggio asfaltato con indicazioni: siamo in piena campagna reatina.

Consiglio pratico: arriva presto al mattino, soprattutto nei weekend di primavera.
Cosa vedere nei dintorni
La chiesa di San Vittorino non è solo una tappa, ma il punto di partenza per scoprire uno dei territori più affascinanti e poco conosciuti del Lazio.
Nei pressi ti consigliamo: il lago di Paterno, Cittaducale, Contigliano, il lago di Canetra, Castel Sant'Angelo e Rieti.
Cerchi altre idee?
Leggi tutti gli articoli sul Lazio.
Non è stato ancora realizzato nessun restauro per la chiesa di San Vittorino e ogni anno la situazione cambia.
Significa che quello che vedi oggi, potrebbe non essere quello che troveresti tra dieci anni.
È uno di quei posti di cui parli quando torni a casa, anche perché qui tutto gira intorno all’incertezza e al sopravvento della natura.
Al prossimo giro!
In questo articolo sono presenti link affiliati. Prenotando un’esperienza da noi suggerita tramite link, accuratamente selezionata e/o di cui abbiamo usufruito in prima persona, contribuirai a sostenere il nostro progetto Giroilmondoingiro, senza che a te comporti alcuna maggiorazione sul prezzo.
Consigliamo sempre di leggere bene le condizioni di acquisto di ogni attività/biglietto/esperienza ed altro.
La Chiesa di San Vittorino: la Chiesa sommersa che sprofonda nell'acqua
La chiesa di San Vittorino non assomiglia a nessun posto. È un posto unico nel suo genere, che spunta quasi per caso, in mezzo alla campagna.
Puoi chiamarla come vuoi: chiesa sommersa, chiesa che sprofonda o chiesa nell'acqua. Sicuramente, appellativo a parte, quello che troverai davanti a te, nel cuore della Piana di San Vittorino lungo la Via Salaria, è quel che resta di un edificio religioso del Trecento che ha iniziato ad essere inghiottito dal terreno. La chiesa di San Vittorino è in parte inondata da una sorgente sotterranea, che tuttora sgorga dal sottosuolo e fuoriesce dal portale principale come un piccolo fiume.
Non è un set cinematografico, non è un'installazione artistica: è reale, accessibile con le dovute cautele ed è forse una delle mete più sorprendenti del Lazio.
Un posto dove la storia, la natura e il mistero si mescolano insieme nell'acqua.

Cos’è la chiesa di San Vittorino e perché sprofonda
La chiesa di San Vittorino è un sito religioso, attualmente in stato di abbandono e quasi totalmente diroccato. È nota come la chiesa che sprofonda in quanto, a partire dal 1800, il terreno su cui è costruita inizia a cedere, a causa di fenomeni carsici, permettendo a una sorgente sotterranea di emergere direttamente dal pavimento.
Il processo di sprofondamento è stato aggravato anche dagli eventi sismici del territorio e ad oggi l'interno della struttura, appare sommerso dall'acqua, il tetto non esiste e la chiesa continua lentamente ad essere inghiottita dal terreno.

Dove si trova la Chiesa di San Vittorino
La chiesa di San Vittorino si trova nella frazione San Vittorino nel comune di Cittaducale, in provincia di Rieti, nel Lazio. Precisamente è situata al chilometro 88,100 della Via Salaria.
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Come raggiungerla a piedi: il piccolo sentiero
La chiesa non si raggiunge direttamente in auto: si parcheggia lungo la strada e si fa un breve tratto a piedi.
Ti troverai difronte ad un cartellone informativo da dove dovrai imboccare un breve viottolo, che attraversa la vegetazione. Sarà un minuto o due, niente di più, ma proprio perché è un luogo abbandonato, nessuno taglia l’erba, quindi fai attenzione ai rovi. Una volta arrivato dove sorge la chiesa, ti ritroverai di fronte alla sua facciata monumentale. Non è un sentiero segnalato ufficialmente, ma è facile da trovare: segui il rumore dell'acqua.
Non occorre essere escursionisti, è una passeggiata breve, ma presta sempre la massima attenzione.
Tieni presente che quando siamo stati, non c’era nessun divieto, nessuna transenna e nessuna recinzione, qualora ne trovassi, ovviamente non sarà più possibile accedere.

La storia: dalle ninfe pagane al martirio di un santo
Prima di essere una chiesa, questo luogo era già sacro, molto prima.
Nell'antichità questo era un territorio considerato dai Pelasgi e dai Sabini un accesso agli inferi, un punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Qui si compivano sacrifici e la terra era venerata. I Romani anche ebbero un ruolo importante, difatti prima della chiesa qui sorgeva un tempio dedicato alle ninfe dell'acqua, ritenuto importante per le sue proprietà sacrali.
Poi arrivò la storia di un martire.
Nel 96 d.C., in questo stesso luogo, subì il martirio San Vittorino di Amiterno e in sua memoria venne edificata una piccola cripta. Secoli dopo, tra il Trecento e il Quattrocento, fu costruita la prima vera chiesa. Ma il sito che puoi vedere ancora oggi, o meglio, quello che ne rimane, risale ai lavori di ampliamento voluti dal vescovo Pietro Paolo Quintavalle e completati nel 1613, come testimonia un'iscrizione ancora leggibile sulla facciata.

Divenne in breve tempo una delle chiese più importanti di Cittaducale. Poi, nell'Ottocento, la terra comincia a cedere.

Il cinema e la chiesa: Tarkovskij scelse questo posto
Un regista di genio riconosce subito il luogo ideale per girare le sue scene.
Nel 1983, Andrej Tarkovskij scelse proprio la chiesa di San Vittorino per girare uno dei ciak più memorabili del suo capolavoro "Nostalghia".
Una scena onirica, malinconica e potentissima. Esattamente come il luogo che l'ha ospitata.

Cosa vedere: cosa trovi oggi all'interno
Immagina di avvicinarti alla chiesa e di intravedere dalla vegetazione qualcosa di strano: una facciata monumentale che si erge imponente quasi a livello del suolo.
Poi arrivi al portale d'ingresso e dall'interno della chiesa fuoriesce un torrente che scorre verso la campagna.
Se entri, ti aspettano delle passerelle (messe alla buona) che ti permettono di camminare sopra l'acqua, ma il nostro consiglio è di non fidarti, essendo sorgenti, è facile restare con i piedi nell’acqua. Le pareti sono coperte di umidità, muschio e radici che si fanno strada tra le pietre. Guardando in alto, vedi il cielo dove un tempo c'era il tetto.
Delle opere d'arte che arricchivano la chiesa rimane poco: il bassorilievo dell'Annunciazione e la fonte battesimale attualmente conservati nella cattedrale di Cittaducale e un affresco custodito al Museo Diocesano di Rieti.

Cosa sapere prima di visitarla: consigli pratici
Vuoi andarci? Ok, però ci sono alcune cose che devi sapere per vivere questa visita nel modo giusto.
La chiesa (al momento) è visitabile liberamente, ma ricorda che non è un sito attrezzato. Non ci sono biglietterie, guide, orari. Sei tu e il luogo, punto. È parte del suo fascino, ma questo richiede qualche attenzione in più in quanto, come detto, è un edificio diroccato e non messo in sicurezza.
Occhio all'acqua, le passerelle permettono di entrare, ma il terreno attorno è umido e scivoloso. Indossa scarpe con una buona suola, evita sandali o scarpe lisce. Se piove molto, l'accesso potrebbe essere difficoltoso.
Non è un posto per bambini piccoli o per chi ha difficoltà motorie, a meno che non si rimanga all'esterno ad ammirare la facciata. Ognuno fa le sue scelte, ma se dovessimo consigliarlo a tutti, beh non ce la sentiamo ecco.

Il momento migliore per visitarla è la primavera, quando la vegetazione che circonda la piana è verde e rigogliosa. L'autunno anche regala un'atmosfera spettrale, le nebbie mattutine si alzano dal terreno e avvolgono le mura in modo quasi soprannaturale. Per i fotografi, è il periodo d'oro.

Dove parcheggiare
Non esiste un parcheggio ufficiale. Lungo la Via Salaria, nei pressi del km 88,100 c’è una piccola area laterale dove poter accostare l'auto. Non aspettarti un parcheggio asfaltato con indicazioni: siamo in piena campagna reatina.

Consiglio pratico: arriva presto al mattino, soprattutto nei weekend di primavera.
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La chiesa di San Vittorino non è solo una tappa, ma il punto di partenza per scoprire uno dei territori più affascinanti e poco conosciuti del Lazio.
Nei pressi ti consigliamo: il lago di Paterno, Cittaducale, Contigliano, il lago di Canetra, Castel Sant'Angelo e Rieti.
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È uno di quei posti di cui parli quando torni a casa, anche perché qui tutto gira intorno all’incertezza e al sopravvento della natura.
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